Arrivano in Italia i distributori di cibo per animali in cambio di rifiuti

Il lettore dalla buona memoria si ricorderà senza dubbio della lodevole iniziativa messa in atto in Turchia, dove sono state installate macchine che in cambio dell’inserimento di bottigliette in plastica fanno scendere cibo per animali in appositi contenitori; un’idea che può fare la differenza per la sopravvivenza dei randagi. Oggi, arrivano in Italia i distributori di cibo per animali in cambio di rifiuti.

Fonte: http://www.nonsprecare.it/

Il progetto Pugedon, così è stato denominato in Turchia al tempo della sua fondazione, è infatti approdato in Italia nel 2016. Tanto che ad oggi ha già una sua pagina Facebook dedicata.

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Dal tempo della loro nascita, questi distributori sono stati migliorati, sono stati oggetto di restyling e adesso pare che, oltre alle bottiglie di plastica, accettino anche le lattine. E la notizia meravigliosa è che ci pensano i materiali riciclati a coprire i costi dell’acquisto dei croccantini.

Le associazioni animaliste, ovviamente, gioiscono e almeno una pare aver già mosso i primi passi per l’installazione del primo distributore Pugedon: si tratta della Canisciolti Onlus, che punta a incoronare Avola, città in provincia di Siracusa, con questo primato. E senza dubbio il Sud Italia e le Isole, dove è così difficile prendersi cura dei randagi, sarebbero un ottimo punto di partenza.

Dunque, Arrivano in Italia i distributori di cibo per animali in cambio di rifiuti e questa è senza dubbio un’ottima notizia; considerando che l’iniziativa si appoggia sulla generosità dei cittadini italiani e sulla loro educazione al riciclo, si spera che la popolazione nostrana non renderà l’iniziativa del tutto inutile e non lascerà questi distributori a prendere polvere, muti e inutilizzati. Considerato che la cultura del riciclo dei rifiuti non è ancora adeguatamente diffusa, non sarebbe una brutta idea affiancare all’installazione dei distributori un’educazione in questo senso.

Questa rimane, in ogni caso, un’ottima notizia. E chissà che non saranno i Comuni stessi a promuovere la Pugedon.