Le vostre storie – Gaia, volata sul ponte, torna dal suo umano

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È idea comune che i nostri mici, dopo aver intrapreso il loro ultimo viaggio, restino in spirito con noi. E che se il nostro legame con loro è abbastanza forte, ci ritroveremo in un’altra vita. La storia di Giuliano e Gaia, particolare e commovente, si colloca in un frangente simile, perché è come se Gaia fosse tornata da lui in altre carni…

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La favola di Giuliano e Gaia inizia nel 1990, quando la micia fa il suo ingresso nella sua vita. È, da subito, una gatta particolare, proprio fisicamente parlando; Gaia è una tricolore, e che le tricolori possano presentare manti molto variegati lo sappiamo, ma il manto di lei si distingueva anche tra le “colleghe”, più scarabocchiata che a macchie com’era. Un manto proprio come questo.

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Gaia

All’inizio era stava voluta dal figlio Stefano. Poi, Gaia diventa la principessa di casa. Giuliano non le negava nessuna attenzione, non resisteva a passarle vicino senza darle un bacetto in testa, la chiamava “bimba”. Non solo, quando ha cominciato a invecchiare le controllava ogni sera la pancia per percepire l’eventuale presenza di ghiandole estranee, possibile sintomo di un tumore maligno. Lei, dal canto suo, lo affiancava sul divano, si metteva sulla sponda del divano dietro la sua testa e adorava essere accarezzata sulla pancia.

È il 2006 quando Giuliano percepisce una strana protuberanza sulla mammella della micia. Dopo una notte col cuore in gola, la corsa dal veterinario è stata immediata: si trattava di un tumore, che nel dubbio se fosse maligno o benigno è stato immediatamente asportato per via chirurgica. Una scelta tempestiva che ha probabilmente salvato la vita di Gaia, perché sì, era maligno. Il post-operatorio è stato difficile per lei, che si è trovata di colpo a camminare traballando e impossibilitata a saltare. Tanto che Giuliano, per non disturbarla nel sonno, le ha lasciato il letto. Tutto si è comunque, alla fine, risolto per il meglio.

Non è stato infatti quel tumore a portare Gaia sul Ponte, un anno dopo, nel 2007. Una visita dal veterinario ha rivelato un grave malfunzionamento dei reni, e per lei è iniziato un calvario di iniezioni e giornate intere in ambulatorio, tanto che vi entrava la mattina e a casa col suo umano trascorreva solo la sera. Purtroppo, quelle cure non bastano: gli esami sono negativi, Gaia è sempre più abbattuta, non mangia più, neanche l’omogeneizzato che Giuliano le offriva da una siringa. Un odore che Giuliano non ha mai dimenticato. È il 25 settembre 2007 quando Gaia viene soppressa; ha 17 anni. Il dolore è tanto forte che Giuliano giura di non adottare più gatti, perché non vuole più soffrire così, e che persino smette di confezionare le calze della Befana a sorpresa per i gatti dei suoi amici che aveva iniziato a regalare ogni anno.

Di Gaia non resta più niente, in casa. Neanche le foto, perché Giuliano non ne ha. E allora, vi chiederete, chi è la gatta in fotografia? Per rispondere, occorre approdare alla seconda, misteriosa parte della storia.

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È la mattina del 25 settembre 2008, ed è passato un anno esatto dalla morte di Gaia. Giuliano, fedele al suo giuramento, non ha accolto nessun animale nella sua casa. Quella mattina, però, un vicino di casa suona il campanello avvisandolo che aveva chiuso fuori casa Gaia, ignaro del fatto che lei fosse morta.

La storia continua alla pagina successiva..

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