17 febbraio, Giornata Nazionale del Gatto

Noi siamo pronti! Dov’è la festa?

Il nostro aMicio scatena sempre sentimenti forti, creatura affascinante ed enigmatica, ha suscitato nell’uomo sia odio che adorazione, difficilmente indifferenza. E’ stato ritenuto addirittura una creatura magica in molti paesi del mondo:  gli Anglosassoni lo consideravano una creatura fatata dei boschi al pari di gnomi, elfi, ninfe e folletti. Nella mitologia nordica, Freya era la dea dell’amore e della bellezza, spesso raffigurata su un carro trainato da gatti,  la si invocava per incantesimi d’amore o di passione ed era legata all’intuizione e alla divinazione. E indovinate chi erano i suoi animali sacri?gatto-norvegese-leggenda-freyaIn Egitto era considerato un dio, anzi una dea, la Dea Bastet! Gli antichi egizi lo chiamavano “miao”  e inizialmente lo utilizzarono per eliminare i topi dai granai, ma, col passare del tempo, non ci fu casa, tempio o edificio che non registrasse la presenza di almeno un gatto tenuto peraltro con ogni cura. Quando uno di questi felini moriva, si dice che il padrone usasse radersi le sopracciglia in segno di lutto per l’animale e di rispetto nei confronti della Dea.

Dea Bastet
Dea Bastet

Nel corso di millenni ha attraversato fasi alterne, caduto dagli altari su cui era stato posto, qualche volta vittima sacrificale di culti pagani, il nostro micio ha superato persecuzioni ed ignoranza, guerre e pestilenze per arrivare ai giorni nostri in cui, insieme al cane è l’animale da compagnia più diffuso nel mondo tanto che diverse sono le ricorrenze a lui dedicate.

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In Italia la festa nazionale del gatto cade il 17 febbraio, ma solo in Italia e non nel mondo come erroneamente alcuni siti e riviste riportano.

Sull’elenco delle ricorrenze internazionali, Wikipedia indica l’8 agosto come giornata mondiale dei gatti, secondo l’enciclopedia in rete, si tratta di una solennità introdotta nel 2002 dall’International Fund for Animal Welfare.

In America invece esistono due giorni dedicati al gatto. Lo Spay Day (giorno della castrazione) introdotto nel 1994 da Doris Day, e pare si celebri l’ultimo martedì di febbraio. Questa festività naque con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di sterilizzare i gatti per arginarne la sovrappopolazione e di conseguenza la piaga degli abbandoni. Sempre in America il 29 ottobre invece si celebra il National Cat Day, festività istituita nel 2005 dalla scrittrice Colleen Page.

Come nasce la festa del Gatto in Italia?

Secondo quanto indica Wikipedia e altre notizie pescate qua e là in rete, la festa del gatto venne introdotta in Italia nel 1990 da un referendum proposto ai lettori della rivista “Tuttogatto”.

La giornalista ideatrice dell’iniziativa, Claudia Angeletti, chiese appunto ai lettori di indicare il giorno più consono da dedicare alla festa dei mici, venne fatto un sondaggio e la risposta scelta fu appunto il 17 di Febbraio. Le motivazioni che hanno portato a questa scelta sono piuttosto singolari e bizzarre:

  1. Il gatto, per antonomasia è simbolo di libertà, anticonformismo, indipendenza, intuito e queste caratteristiche, dal punto di vista zodiacale sono legate al segno dell’acquario, ecco quindi la scelta di collocare la festività nel mese di febbraio..

  2. Tra i detti popolari, il mese di febbraio viene indicato come “mese dei gatti e delle streghe” collegando i nostri felini alla magia….

  3. Un’altra coincidenza bizzarra e ambivalente vuole che nella nostra tradizione il numero 17 sia ritenuto un numero portatore di sventura (come purtroppo in passato veniva considerato il gatto), la sinistra fama del 17 nella tradizione italiana è determinata dall’anagramma del numero romano che da XVII si trasforma in “VIXI” ovvero “sono vissuto”, di conseguenza “sono morto”. Non così per il gatto che, per leggenda, può affermare di essere vissuto vantando la possibilità di altre vite. ..Incredibile ma vero, invece nel nord Europa, sono più ottimisti e il numero 17 pare abbia una valenza positiva sembra significhi anche “Vivere una vita sette volte”…….Se si scrive in numeri romani ” XVII ” e si fa l’anagramma si ottiene “VIXI” quindi, la stessa parola latina alla quale da noi viene dato un significato nefasto, viene vista nella sua accezione più positiva, significa “HO VISSUTO”; e chi più di un gatto, titolare di 7 vite, può dire di aver vissuto?

Visto e considerato che ogni “simbolo” può prestarsi alle più svariate interpretazioni e senza entrare nel merito delle ragioni abbastanza singolari che hanno portato alla scelta di tale data, ci sembra comunque doveroso che il nostro adorato aMicio abbia la sua Giornata Nazionale, poco importa quali strane elucubrazioni mentali l’abbiano generata! Una cosa è certa se i gatti sapessero come è nata questa ricorrenza, probabilmente penserebbero che siamo degli  idioti 🙂

Video - Un gattino lazzarone... e molto dolce
Oddio… come si fa a credere a queste idiozie?