In Italia esiste un vero e proprio paese dei gatti, Brolo

Non c’è bisogno di andare a scomodare Aoshima, la famosa isola giapponese piena di gatti, per trovare aree in cui i felini regnano incontrastati: anche l’Italia, nel suo piccolo, ha le sue piccole città feline! Qualcuno forse conosce, o si ricorda, di Ciubiz, frazione di Prepotto (Udine) abitato da 5 persone e 26 gatti. Tuttavia, Ciubiz non è l’unico esempio italiano: esiste infatti un vero e proprio paese dei gatti, Brolo.

Proprio come Ciubiz, più che un vero e proprio paese Brolo è, in realtà, una frazione; nello specifico, una frazione del comune di Nonio, della regione Piemonte. Brolo sorge a un’altitudine di 420 metri, sulla sponda del lago Orta. A impreziosire il paesaggio, per chi si spingesse fino a qui, magari seguendo i percorsi di esplorazione offerti dal gruppo Girolago, c’è il monte Cregno.

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E ovviamente ci sono i gatti, come attesta senza alcun dubbio il cartello che offre il benvenuto ai turisti.

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Fonte: http://lemiefotosulblog.altervista.org/

Proclamarsi “paese dei gatti” è una bella responsabilità, certo, ma Brolo ha tutte le credenziali storiche e folkloristiche per poterselo permettere.

La storia comincia il 10 ottobre 1756. Durante la seduta del Consiglio della Comunità, la piccola Brolo chiese la separazione, a livello ecclesiastico, dalla Parrocchia di San Biagio di Nonio e il permesso di diventare Parrocchia autonoma; i cittadini di Brolo promisero che avrebbero provveduto autonomamente ad arredare la loro chiesa, Sant’Antonio d’Abate, e che avrebbero saldato tutti i debiti con Nonio. Tale richiesta fu accolta con scherno, e liquidata con un motteggio:  “Quand al vien parrocchia Brol / al ratt metarà su al friol”, vale a dire “Quando Brolo diventerà parrocchia, il topo si metterà il mantello”.

Brolo, tuttavia, non si è arresa, e il 27 aprile 1767 ha ottenuto la sua vittoria: in tale data è stato infatti firmato il decreto che permise l’erezione della Parrocchia di Sant’Antonio Abate.
 
A qualcuno tra gli abitanti non doveva proprio essere andata giù la presa in giro di Nonio, perché il giorno dopo, sulla porta di casa delle autorità di Nonio, venne trovato inchiodato un topo abbigliato con un piccolo mantello.
 
Proprio come dei gatti, insomma, gli abitanti di quello che sarebbe diventato il paese dei gatti hanno cacciato i topi. E se si vuole dare ascolto a come Brolo abbia deciso di ingaggiare un gruppo di gatti per scacciare topi ed insetti che infestavano il borgo, allora il titolo è senza dubbio doppiamente meritato.
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Fonte: http://www.brolodinonio.it/
Nell’agosto 2006, dall’idea di alcuni abitanti è nato questo piccolo monumento, senza dubbio adatto ad esprimere l’identità di Brolo. È possibile ammirarlo in un’aiuola della terrazza a lato della strada provinciale.
 
Inoltre, in occasione dell’uscita del libro dedicato a Brolo, il borgo è stato tappezzato di piastrelle decorate a tema felino. Piastrelle che, per quanto ne sappiamo, sono ancora lì a decorare le vie.
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Fonte: http://www.brolodinonio.it/
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 Non c’è che dire: vero e proprio paese dei gatti, Brolo grida al mondo, con orgoglio, la sua identità! E in quanto, appunto,  vero e proprio paese dei gatti, Brolo non manca nemmeno di gatti in carne e ossa…
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Fonte: Fonte: http://lemiefotosulblog.altervista.org/
Se volete saperne di più su Brolo, potete visitare il sito web dedicato al borgo. Noi, a una visita ci facciamo un pensierino!