Cani e gatti ammessi ovunque: un disegno di legge che apre tutte le porte agli animali

Quante volte è successo di voler portare Fido a cena fuori con noi, solo per vedersi sbarrato l’ingresso da un “Io non posso entrare”? E che dire degli edifici religiosi che, in pieno spirito cristiano, rifiutano l’ingresso ai nostri amici a quattro zampe? Ebbene, tutte queste tristi situazioni presto potrebbero non presentarsi più. Infatti, è in lavorazione un disegno di legge che apre tutte le porte agli animali. E non solo quelle di chiese o ristoranti.

Un disegno di legge che apre tutte le porte agli animali
Fonte: https://acollectionofmusings.wordpress.com/

Il disegno di legge in questione riguarda nello specifico cani e gatti domestici, e il loro ingresso all’interno degli esercizi pubblici. Esso porta la firma di Francesca Prestipino, membro della direzione nazionale del Pd, e di Stefania Pezzopane, che appartiene alla stessa schiera politica.

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Quali sono, dunque, le novità proposte? Cosa può offrire un disegno di legge che apre tutte le porte agli animali?

In primo piano, sicuramente, c’è la possibilità di accesso a locali pubblici o privati aperti al pubblico, mezzi di trasporto di tipo pubblico, nonché uffici pubblici, strutture residenziali, scuole e luoghi di culto.

Ciò include anche i condomini. Il disegno di legge contiene l’impossibilità a inserire nei regolamenti condominiali “disposizioni che, in qualunque modo, limitino il diritto di ciascun condomino a possedere o a detenere un animale familiare”.

Ma non finisce qui. Vengono trattate anche le disposizioni sulla sorte dell’animale domestico soggetto a divorzio o separazione dei coniugi, o morte del “guardiano umano”.

Qualora una coppia arrivi al divorzio, starà al giudice preposto per l’occasione assegnare l’affidamento degli animali, o consentire un affidamento condiviso.

Invece, in caso di morte dell’adottante, toccherà agli eredi provvedere al quattrozampe del defunto. Qualora non fosse possibile, ci si rivolgerà a enti o singoli adatti a prendersene cura.

La formulazione estesa è espressa nel paragrafo seguente, pubblicato su.

In caso di decesso del proprietario o del detentore di un animale familiare, il curatore, previo assenso dell’erede o del legatario onerato, sentiti tutti gli eredi e i legatari e previo assenso del tribunale, ne attribuisce la custodia temporanea, fino alla devoluzione definitiva, all’onerato o, in mancanza, a chi ne fa richiesta potendo garantire il suo benessere. In mancanza di accordo, decide il tribunale che provvede, altresì, sentiti gli enti e le associazioni individuati con decreto del Ministro del lavoro, della salute.

Il testo è comunque consultabile nella sua interezza a questo link.