Come Un Gatto In Un Campo: un blog gattoso perfetto per gattofili

“La vita può essere selvaggiamente tragica delle volte, e ne ho avuto la mia parte. Ma qualunque cosa ti accada, devi mantenere una leggera attitudine comica. In ultima analisi, non devi dimenticare di ridere”, dichiarò nientemeno che l’attrice Katharine Hepburn. Un punto di vista condiviso, tra gli altri, dalla protagonista delle disavventure narrate sulla pagina Facebook Come Un Gatto In Un Campo.

come un gatto in un campo
Fonte: https://www.facebook.com/comeungattoinuncampo/

Non è un caso se, nella sezione dedicata alle informazioni, è riportata proprio questa frase, “Se riesci a riderci sopra, hai già vinto…l’ironia ci salverà”. Questa pagina, di felino non ha soltanto il nome. E per accorgersene, basta contare il numero di volte in cui la parola “gatto” compare nei post di questa autrice dalla penna brillante. Che, incidentalmente ma non troppo, dato che diversamente non si sarebbe guadagnata a pieno titolo un posto tutto suo in questo sito, capisce alla perfezione le nostre tigri domestiche.

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Non tutti gli scritti di Come Un Gatto In Un Campo parlano di gatti, ma uno dei più belli ha proprio loro come protagonisti. 

Non c’è un titolo con cui annunciarlo, perciò ci limiteremo a cedere il palcoscenico alla narratrice di Come Un Gatto In Un Campo. E ad ascoltarla descrivere i nostri mici.

Facciamo finta che mi sia concesso di reincarnarmi.
A parte reincarnarmi un po’meno, se possibile, io so già senza ombra di dubbio in che cosa vorrei farlo: un gatto, ovviamente.

Il gatto ha una vita meravigliosa.
Intanto non tutti lo amano e già fa una bella scrematura, ma poi si permette ancora di selezionare – tra i presenti pronti a donargli amore, crocchette fatte a mano dagli elfi di Babbo Natale con vera carne delle renne che vanno in pensione (qualcuno doveva dirvelo!), erba gatta coltivata sulla scogliera di Moher e giochini progettati in un segretissimo reparto della Nasa – chi amerà lui.
Chi sarà il prescelto al quale concederà, con il contagocce e non necessariamente in maniera continuativa, le sue attenzioni.


Perché se torni a casa e hai avuto una giornataccia, non è detto che il tuo gatto abbia voglia di consolarti. Magari sì, magari no, come gli gira. E se non avrà voglia, si scosterà allibito dalla tua sfacciataggine nell’aver tentato di toccarlo nella migliore delle ipotesi, ti morderà nella peggiore, ammazzando del tutto l’umore della tua giornata.
Ma poi magari deciderà che ti ama tantissimo alle tre del mattino facendo – specialità di Mandorla – rumorosissime fusa mentre ti impasta con le unghie nel molle del braccio, tra l’ascella e il gomito per intenderci, che era una roba che usavano durante l’Inquisizione credo perché fa un male atroce.

L'immagine può contenere: gatto e spazio al chiuso
Fonte: https://www.facebook.com/comeungattoinuncampo/

Ma tu prova a spiegarle che stai soffrendo e che potrebbe impastare solo un pelo più in giù e vedrai che tutta la sua voglia di amarti svanirà in un secondo e scenderà dal letto sdegnata, smadonnando.

Poi i gatti non sono mai grassi, sono soffici.
E più ingrassano, più sono belli.


E poi dormono.
Dormono mentre fuori piove e tu stai andando al lavoro, sonnecchiano mentre stiri, si rotolano sul tappeto di fianco al secchio che stai usando per lavare il pavimento, ti sbadigliano in faccia dopo averti svegliato nel cuore della notte perché hanno fame.
Non gliene frega nulla.


I cani, che pur io adoro, si agitano se vai al lavoro, ti portano palline e guinzagli, si prodigano in scodinzolamenti da lussazione della colonna vertebrale, cercano in tutti i loro adorabili modi di farsi amare ma, fondamentalmente, vivono con l’ansia da prestazione sperando di essere dei fantastici compagni per il loro padrone.
I gatti no, niente gastrite.
Mi ami? Dimostralo e forse io, nella mia immensa bontà, deciderò di farti una coccola a mia discrezione e, possibilmente, nei momenti meno opportuni tipo quando sei in ritardo per l’ufficio.
Dei meravigliosi stron*i.


Ma, signori, non è da tutti essere stati un dio egizio e loro decisamente non se lo sono dimenticati e fanno di tutto perché non te lo dimentichi nemmeno tu.
Inchinatevi un po’ di più, grazie.

Ed è così che, ancora una volta, i nostri gatti, con la loro tendenza all’individualità, termine qui inteso nel senso più positivo possibile, ci insegnano quanto sia importante non svenderci, e a non sforzarci a essere chi non siamo. Perché di fondo il testo di Come Un Gatto In Un Campo racconta non solo di gatti, bensì anche della necessità di rispettare noi stessi. E, a volte, solo ogni tanto (noi del resto non siamo mai stati divinità egizie!), a lasciarci trattare come re, o come regine. Il tutto con ironia e mai troppo seriamente, perché come ben sanno proprio i gatti chi non sa alleggerire la propria vita finisce per esserne schiacciato.

Noi di GcomeGatto non possiamo che concludere questo articolo ringraziando Come Un Gatto In Un Campo, che ci ha accordato il permesso di pubblicare questo post. E con un caldo consiglio: se amate l’ironia e i gatti, Come Un Gatto In Un Campo è la pagina che fa per voi!