Cosa hanno ereditato i nostri gatti dai loro parenti selvatici?

Il gatto domestico, scientificamente noto come Felis silvestris catus, viene spesso scherzosamente definito “tigre domestica”. Un paragone scherzoso, che però non è poi tanto lontano dalla verità: le nostre tigri da appartamento, infatti, condividono con la maestosa Panthera tigris Linnaeus più del 90% dei geni. Viene dunque spontaneo chiedersi cosa hanno ereditato i nostri gatti dai loro parenti selvatici, nello specifico. Sull’argomento si potrebbe scrivere un trattato, ma per amor della semplificazione ci limiteremo a un elenco di quattro punti.

Il “salto in alto”

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Tutti noi, almeno una volta, abbiamo visto il nostro gatto balzare in alto, con tutte e quattro le zampe in aria, per acchiappare la mosca di turno o l’insetto infiltratosi in casa nostra.

Ebbene, il nostro felino ha in comune questa capacità soprattutto con il Caracal, felino della sottofamiglia dei Felinae che calca le terre di Africa e Asia.

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Fonte: http://www.bingapis.com

Il Caracal, quando è a caccia di volatili, prima ne percepisce la locazione con il suo fine udito… poi, senza disturbarsi ad arrampicarsi, salta in alto, verticalmente, raggiungendo anche i tre metri di altezza.

Il nostro felino domestico si limita a salti di un metro… ma è indubbio che nel suo DNA sia rimasto qualcosa del Caracal!

La velocità

Veder correre un gatto all’impazzata non è mai un buon segno. Significa, come minimo, che qualcosa lo ha spaventato a morte; e, nel peggiore dei casi, quel qualcosa può essere realmente pericoloso.

Se, però, ci si soffermasse a osservarne lo scatto, sarebbe impossibile non notare la falcata veloce del gatto. Un tratto che condivide nientemeno che con il ghepardo.

Fonte: https://pgcpsmess.wordpress.com/

Un ghepardo, scattando per agguantare la sua preda, può raggiungere anche i 113 km orari.

https://www.youtube.com/watch?v=V8vejjVgIHg

Il nostro Felis silvestris catus si limita a 48 km orari. Non potrà mai essere all’altezza del suo cugino selvaggio, ma si difende bene! Dopotutto, entrambi posseggono muscoli lunghi e una spina dorsale flessibile.

La capacità di arrampicarsi… e mimetizzarsi

Il gatto rimasto intrappolato su un albero, che necessita dell’intervento dei pompieri, è ormai un vero e proprio topos. Come è possibile che la nostra tigre domestica, così brava a inerpicarsi, non sia poi in grado di scendere da sola?

La ragione è semplice: non ha le anche del leopardo nebuloso, altresì detto
Neofelis nebulosa.

Leopardo nebuloso -- National Geographic
Fonte: http://www.imagui.com/

Un maestro nell’arrampicarsi e passare di ramo in ramo, il leopardo nebuloso possiede anche facilmente ruotabili, che gli permettono di rivolgersi muso in giù verso il terreno e scendere da un tronco con facilità.

Il leopardo nebuloso è anche un maestro di mimetismo e camouflage. In questo modo, può sorprendere meglio la sua preda.

Una capacità che non manca affatto al gatto domestico. Pare che ogni tipologia di manto “funzioni” al meglio in aree specifiche: per esempio, un manto dal colore chiaro e uniforme è più adatto di altri alla caccia in un prato, mentre un manto a chiazze si esprime con perfezione in boschetti e aree forestali, con preferenza di alba e tramonto come tempi del giorno.

Domestic Cat HD Desktop Wallpaper, Background Image
Fonte: https://amazingpict.com/

Questo, come accennato, è solo un breve elenco esemplificativo di cosa hanno ereditato i nostri gatti dai loro parenti selvatici. Elenco da noi messo insieme grazie alla visione del documentario “The Story of Cats”, di cui consigliamo caldamente la visione.

Vale la pena chiedersi: cosa hanno ereditato i nostri gatti dai loro parenti selvatici non citati in questa sede? Le risposte potrebbero sorprenderci.