Due anelli gattosi direttamente dall’Antico Egitto con storie affascinanti

Abbiamo parlato in numerose occasioni dell’Egitto. Comprensibile, considerato che è un paese il cui passato è letteralmente magico per i nostri gatti. Spesso, narriamo del suo folklore e delle sue divinità. Oggi, però, vi mostriamo qualcosa di diverso: due anelli gattosi direttamente dall’Antico Egitto.

Anello in oro con gatto in corniola

Questo anello risale a un periodo variabile tra il 1070 e il 712 A.C., ed è stato costruito in oro e corniola, una pietra rossa semipreziosa. Non deve essere stata una scelta causale, perché per gli Egizi simboleggiava la vita ed era sacra in particolare a Iside. È menzionata anche nel “Libro dei Morti”, di cui il 29° capitolo è inciso proprio su di una corniola, ed era presente sugli amuleti volti a favorire il passaggio nell’aldilà.

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Fonte: reddit.com

A completare il quadro, manca il seguente importante dettaglio: sotto al gatto, nella parte interna dell’anello non visibile purtroppo in foto, c’è un Occhio di Horus, che è simbolo di protezione.

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Anello celebrativo in ceramica

Questo secondo anello, databile tra il 1295 e il 664 A.C., risulta particolarmente interessante a un pubblico italiano. Infatti il materiale utilizzato è, con tutta probabilità, la nostrana ceramica di Faenza. Si tratta di un monile celebrativo, realizzato in occasione di cerimonie e festività dedicate alle divinità.

due anelli gattosi direttamente dall'antico egitto
Fonte: https://www.metmuseum.org/

Qui, una gatta e i suoi piccoli si trovano su una barca di papiro, e navigano sulle acque di una palude.

In questo caso, è possibile che l’anello racconti il mito della dea Tefnut. Tefnut, detta anche Tphenis, possedeva il dominio dell’umidità, dell’acqua, delle nuvole e della pioggia e, fatto interessante per noi gattofili, era spesso rappresentata con testa di leone e corpo di donna o persino solo con corpo di leone. Lei e altre tre divinità rappresentavano i quattro elementi, da mantenere assolutamente in armonia (“maat”, come definivano il concetto gli Egizi).

Nel mito noto come “La Dea della Lontananza”, Tefnut, adirata col padre, fuggì in Nubia portando con se tutta l’acqua d’Egitto e minacciando così la “maat” del creato. Grazie al dio Thot, che la avvicinò con le sembianze di un babbuino, infine Tefnut ritornò in Egitto.

Purtroppo, questi due anelli gattosi direttamente dall’Antico Egitto non potremo mai indossarli o comprarli. Nondimeno, raccontano aneddoti del mito felino non poco interessanti!