Gatti e toxoplasmosi: sfatiamo un mito!

Gatti e toxoplasmosi: sfatiamo un mito, una volta per tutte!
Cosa vi viene in mente se associo le parole ‘gatto’ e ‘gravidanza’? Molto probabilmente mi risponderete  “toxoplasmosi“! C’è ancora molta confusione riguardo questo argomento! Proviamo a capire insieme cos’è questa malattia e perchè non bisogna demonizzare i gatti.

Cos’è la toxoplasmosi?

La toxoplasmosi è una malattia infettiva contraibile solo dagli animali a sangue caldo, quindi anche dall’uomo.
Si tratta di una malattia parassitaria appartenente al gruppo delle zoonosi, ossia patologie che in condizioni estreme, che analizzeremo, possono essere trasmesse dall’animale all’uomo.
Il gatto può infestarsi ingerendo tessuto muscolare infetto, ossia cacciando e nutrendosi di piccole prede, quali roditori e uccelli, se si tratta di un gatto che ha la possibilità di uscire all’aperto, mentre se vive solo in casa l’unico modo in cui può infettarsi è mangiando carne cruda o poco cotta. Un gatto può anche contrarre la malattia entrando in contatto con le feci di un gatto infetto.
L’agente eziologico è il Toxoplasma gondii, un protozoo che vive all’interno delle cellule degli ospiti che infetta. La maggior parte delle specie animali sono ospiti intermedi del parassita, tranne il gatto e i felidi che sono ospiti definitivi e liberano nell’ambiente, attraverso le feci, le oocisti.
Riassumiamo in maniera chiara e concisa il ciclo biologico della Toxoplasmosi:

banner

Gatti e toxoplasmosi: sfatiamo un mito!

Il gatto infetto, quindi, elimina le oocisti mediante le feci ma, come è ben spiegato nell’immagine, la loro maturazione richiede un lasso di tempo che va dalle 24 ore ai 5 giorni.

Come posso capire se il mio gatto è affetto da toxoplasmosi?

Si tratta di una patologia scarsamente sintomatica, infatti il più delle volte passa inosservata. Nei cuccioli o nei gatti anziani si possono avere sintomi quali: diarrea, problemi di inappetenza, lieve aumento della temperatura; solitamente comunque si tratta di sintomi di lieve entità. Mentre può accadere di riscontrare sintomi più gravi (polmoniti, insufficienza epatica, uveite e disturbi neurologici)  in soggetti gravemente deperiti o affetti da FiV o FeLV.

Cosa devo fare se penso che il mio gatto abbia la toxoplasmosi?

Se sospettate che il vostro gatto sia portatore del parassita che causa la toxoplasmosi, è il momento di farlo testare dal vostro veterinario. Se il test è positivo, vuol dire che è stato esposto alla malattia, è quindi è immune, in caso contrario, se il test sierologico fosse negativo, evitare di dargli carne cruda.

Come può essere trasmessa all’uomo?

Anche se le persone possono essere infettate attraverso il contatto con le feci del gatto, sono sufficienti delle semplicissime precauzioni per evitare il contagio, è sufficiente pulire la lettiera tutti i giorni utilizzando dei guanti.
Il modo di gran lunga più comune per entrare in contatto con il parassita che causa la toxoplasmosi è attraverso la manipolazione e l’ingestione di carne cruda o poco cotta, salumi, verdure non adeguatamente lavate, operazioni di giardinaggio senza l’utilizzo di guanti.
È importante capire che non si contrae la malattia con il solo contatto con il gatto.

È importante, quindi, ribadire che c’è un’unica possibilità di contagio, ossia venire a contatto con le feci del gatto (magari toccandole quando si pulisce la lettiera) e non lavarsi le mani!!

toxoplasmosi

È  molto più probabile ammalarsi di toxoplasmosi con un cibo crudo lavato male che accarezzando un gatto: questo perché il parassita responsabile si trova anche nella terra (per questo motivo sarebbe salutare evitare il giardinaggio o venire a contatto con il terreno), nelle verdure crude, nei salami e nelle salsicce e nella carne cruda in genere. Ecco alcuni consigli per le donne in gravidanza:

• se possibile, far pulire la lettiera a qualcun altro. Se ciò non fosse possibile è sufficiente utilizzare guanti di gomma monouso durante la pulizia della lettiera ed eliminare le feci prima che sporulino, quindi entro le 24 ore;
• non mangiare carne cruda o poco cotta, salumi, insaccati e verdure crude;
• maneggiare carni crude con i guanti;

• lavare bene le stoviglie ed i piatti che sono stati a contatto con carne cruda;
• lavare accuratamente la frutta e la verdura prima di mangiarla, meglio se utilizzando bicarbonato;
• congelare la carne (compresi gli insaccati) ad una temperatura inferiore a -12,5°;
• in giardino indossare sempre i guanti, perchè la terra potrebbe essere contaminata.

Infine, possiamo prevenire l’insorgenza dell’infezione in un gatto sano utilizzando pochi ed utili accorgimenti: non somministrargli carni poco cotte o crude, lavare spesso ed accuratamente le sue ciotole e lettiere, controllare le uscite del gatto (se ha la possibilità di usufruire di un giardino o di uno spazio aperto) affinché non si cibi di animali potenzialmente infetti (topi e uccelli).

Per concludere, il gatto, è in fondo all’elenco nella lista delle possibili cause di contagio, purtroppo l’ignoranza continua a mietere vittime, e in questo caso non parliamo di esseri umani, ma dei nostri piccoli aMici, che possono convivere tranquillamente con noi. Una corretta informazione può sicuramente evitare una delle più frequenti cause di abbandono.

Fonte: www.noieloro.it
Fonte foto: www.gattiandco.com