Gatti morti in trasportini a Reggio Calabria: una vera storia dell’orrore

In Calabria si è verificato, qualche giorno fa, un fatto molto grave. Ne siamo al corrente grazie a Il Gattonero ONLUS RC, che nella persona della volontaria Stefania Zoccali ha inviato una lettera al direttore del sito web Ilmetropolitano.it. Non esiste un modo gentile per riassumere l’accaduto, perciò lo faremo nel modo più semplice possibile: per le strade, come fossero spazzatura, sono stati trovati otto gatti morti in trasportini a Reggio Calabria.

gatti morti in trasportini a Reggio Calabria
Fonte: https://www.ilmetropolitano.it/

Il fatto increscioso ha avuto luogo tra il 22 e il 23 febbraio. La vista che si è presentata alle prime due volontarie di Reggio Calabria ad accorgersi del macabro fenomeno, come descritta da Stefania Zoccali, è stata quella di “un trasportino completamente sigillato con nastro adesivo da imballaggio applicato con cura in modo da coprire ogni apertura e tutte le griglie di aerazione, con la probabile intenzione di non lasciar fuoriuscire odori sgradevoli o fluidi dal piccolo corpo in avanzato stato di decomposizione al suo interno”.

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Le segnalazioni si sono, purtroppo, moltiplicate fino a raggiungere quota otto. In una parte dei casi, i cadaveri erano adagiato su traversine, copertine o carta idrorepellente. Tutti i trasportini sono stati rinvenuti sigillati con nastro adesivo.

La “buona” notizia, se così si può affermare, è che questi gatti morti in trasportini a Reggio Calabria paiono aver raggiunto la conclusione della loro esistenza non rinchiusi, annaspando alla ricerca disperata di aria, bensì prima di essere riposti nelle loro improvvisate “bare”. Diversamente, sulla plastica si sarebbero trovati gli inevitabili segni di unghie a indicare un tentativo di fuga.

Si tratta forse di una consolazione da poco, ma è meglio di altri scenari.

Fonte: https://www.ilmetropolitano.it/

Dopo l’apertura dei trasportini, eseguita con l’aiuto e in presenza dei Carabinieri, i volontari “hanno presentato regolare denuncia presso il corpo dei Carabinieri Forestali a nome di ENPA nazionale”.

Resta ancora senza risposta la domanda più impellente: perché? Chi ha deposito questi corpicini per la città? Il responsabile è anche colui che ne ha causato la morte, o si tratta di soggetti diversi?

Non sorprenderebbe, purtroppo, scoprire che questi mici sono stati vittime di un cittadino indifferente alle loro vite. Lo spiega, a modo suo, la volontaria Zoccali nella lettera già sopracitata.

Tutto quello di cui ci si vuole disfare a Reggio giace abbandonato nei vari punti della città che i reggini hanno ormai adottato come mini-discariche, in attesa della sospirata rimozione.

Ed anche i poveri randagi in questa città senz’anima e senza coscienza sono considerati alla stregua di spazzatura fastidiosa ma quasi invisibile. Per loro non c’è la minima cura da parte di nessuno che non siano quei pochi eroici volontari che se ne occupano operando su un territorio perennemente ostile.

Altre risposte, al momento, non si conoscono.