Il caso del canile di Vaiano Cremasco, e del gattile di Crema

Forse qualcuno tra i lettori ricorderà la storia travagliata della nascita dell’oasi felina di Crema, realizzata dal Comune ma risultata inadeguata alle esigenze dei felini, come ha spiegato l’associazione Arischiogatti. La notizia che segue è cronologicamente precedente a queste vicende, e resoconta proprio come si è arrivati alla realizzazione dell’oasi. All’atto pratico, tutto è iniziato con il caso del canile di Vaiano Cremasco.

Fonte: http://www.comune.vaianocremasco.cr.it

Quando parliamo del canile di Vaiano Cremasco ci riferiamo al progetto di canile comprensoriale progettato da SCRP per commissione dei comuni cremaschi attorno all’anno 2014. Ad aprile del 2014 sono giunte, sia dalla Ugda (Ufficio garante diritti animali) che dell’associazione Arischiogatti critiche al progetto. I posti per i cani sarebbero stati troppo pochi, e soprattutto è stata sottolineata la mancanza di spazio dedicata ai gatti. In sostanza, la struttura è stata bocciata perché non in grado di gestire il randagismo.

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In risposta a queste dichiarazioni, Andrea Ladina, a nome della Federazione dei Verdi del Cremasco, ha proposta all’allora sindaco di Crema Stefania Bonaldi di trasformare in gattile l’edificio utilizzato fino ad allora come canile di Crema. Una proposta che pare essere piaciuta, a giudicare dalle dichiarazioni dell’Assessore Andrea Piloni riportate  da Cremaonline.it.

“Il canile di Crema sarà riconvertito in gattile? Sì. Abbiamo già incontrato una delle associazioni disponibili, abbiamo incontrato l’Asl e le autorizzazioni possono essere ottenute. La struttura è in parte di proprietà dell’Enpa ed in parte del Comune. Si potrebbe immaginare di usare la parte di proprietà del Comune per realizzare un gattile. Certo, magari l’impianto elettrico è da rivedere, ma i gatti sono più autosufficienti dei cani e quindi non sono previsti grandi lavori per poter rendere disponibile l’area”

A questa decisione, l’esponente di minoranza Antonio Agazzi ha sottolineato come il problema sia nato per un errore di progettazione, mancante dei posti da destinare ai gatti.

Come è finito, il caso del canile di Vaiano Cremasco? Sicuramente con un’oasi felina in fase di ristrutturazione, come già anticipato. Non è però chiaro se il canile sia nel frattempo stato esteso, perché sulla pagina ufficiale del Comune dedicata alla struttura si legge che, in caso di ritrovamento di un animale smarrito, “il cane/gatto verrà ricoverato presso una clinica veterinaria convenzionata ed una volta ristabilito, se non identificabile mediante microchip o tatuaggio, verrà ospitato presso il canile“.