Il gatto ha memoria? E quanto indietro nel tempo riesce a ricordare?

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La memoria del gatto è un tema che richiama da sempre una certa attenzione, nei gattofili: i nostri felini preferiti sono infatti in grado di ricordare per anni un volto che ispira loro antipatia, eppure per quanto li sgridiamo sembrano opportunamente dimenticare che la poltrona non è un tiragraffi.

Sorge allora spontanea la domanda: come funziona la memoria del gatto? Per rispondere adeguatamente, è opportuno distinguere tra i ricordi che un gatto immagazzina in merito a eventi, persone e altri gatti. Ma prima di tutto, parlando di memoria, vale la pena di spendere qualche parola sul cervello del gatto.

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Una precisazione, prima di addentrarsi nell’argomento: questo articolo non è assolutamente da intendersi come trattato scientifico. Le informazioni reperite provengono da articoli trovati su internet, mentre per trattare l’argomento in maniera davvero scientifica ci sarebbe bisogno di un professionista.

Il cervello del gatto

Fonte: http://did-you-know.delp.xyz

Stupirà, forse, sapere che il cervello del gatto non è poi strutturalmente tanto diverso da quello umano. Così come noi, il gatto ha lobi frontali, temporali, occipitali e parietali, e con noi condivide anche materia grigia e bianca.

I ricordi del gatto sono suddivisi in parti, ciascuna contenuta in un neurone; e quando gli stimoli esterni richiamano all’azione la giusta combinazione di neuroni, ecco che Micio rievoca questo o quel ricordo.

Memoria e apprendimento

Memoria e apprendimento sono due concetti inevitabilmente legati: anche noi esseri umani, del resto, siamo tenuti a ricordare nozioni e procedure utili a muoverci nei vari ambiti della nostra vita.

Come avrà notato chiunque abbia ospitato, o osservato per un tempo sufficiente, una mamma gatta alle prese con i suoi cuccioli, il gatto impara per imitazione. Il suo processo di apprendimento include inoltre una cauta sperimentazione di luoghi e oggetti: se scopre che, per dirne una, il fornello è bollente difficilmente ci si avvicinerà di nuovo.

Fonte: Pinterest.com

Ciò che invece forse sfugge ad osservatori meno attenti è che il processo non si limita al rapporto con mamma gatta. Anche guardando noi, Micio può imparare a riprodurre un gesto, come ad esempio ad aprire una porta. E state certi che se si tratta di una conoscenza che gli è utile o gli va a beneficio, non la dimenticherà facilmente.

La memoria degli eventi

Già, perché la chiave per comprendere come funziona la memoria del gatto è proprio il concetto di utilità e piacere. Non a caso, ricorda benissimo dove si trova la sua ciotola del cibo, o persino dove teniamo le scatolette. La ragione per cui il gatto ricorda molto bene come salire sul suo amato armadio, è che gli piace dormirci sopra; al contrario, non capendo che danno faccia usando la poltrona come tiragraffi, rimuove in poco tempo la nostra sgridata dai suoi ricordi. Ed ecco perché si consiglia, a chi volesse scoraggiare un comportamento felino sgradito, di utilizzare odori sgradevoli: in tal modo, il gatto associa la vostra poltrona preferita a qualcosa di irritante e forse la lascerà in pace.

Viene da sé, quindi, che cercare di addestrarlo a attività da cui non ha un guadagno è totalmente inutile.

Fonte: http://www.equityhq.org

Come risulta evidente da quanto già spiegato, quindi, la memoria felina è decisamente a lungo termine quando si tratta di elementi utili o necessari alla sopravvivenza, o quantomeno di elementi da cui è possibile trarre beneficio o piacere. Se così non fosse, i felini selvatici avrebbero grossi problemi a cacciare: come farebbero, senza ricordare i punti deboli delle loro prede e la locazione del loro territorio?

La memoria emotiva: continua alla pagina successiva..

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