È morto il Marine Frank Praytor. Salvò una gattina da morte certa.

Per quanto strano possa sembrare, esiste un filo storico relativo alla guerra che riguarda anche i gatti. In primo luogo alcuni, come il celebre Simon, sono stati residenti stabili di navi o mascotte di battaglioni; senza contare il modo pressoché magico in cui, con la loro tenerezza, contribuiscono a tenere vivo il lato umano nei soldati. Non è un caso se la pet therapy è uno degli alleati più potenti nel superare i traumi da stress traumatico di cui cadono preda alcuni veterani. La storia che vede protagonisti il Marine Frank Praytor e Miss Hap, gattina nata in Corea nel 1953, durante l’omonimo conflitto, è un dolcissimo esempio di questo filo storico.

Il Marine Frank Praytor e Miss Hap. Foto di Martin Riley.

Il fulcro di tutto è questa fotografia. Trasuda, senza dubbio, amore e dolcezza, parla di senso di rispetto per una piccola vita che merita una possibilità. E dietro questo scatto c’è davvero una bella storia.

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L’uomo ritratto in fotografia è Frank Praytor, corrispondente di guerra del corpo dei Marines tra il 1951 e il 1952 nonché parte della Prima Divisione dei Marines. All’epoca di questo scatto Praytor si trovava appunto in Corea. Miss Hap, così è stato chiamato lo scricciolo che sta nutrendo con tanta cura, era rimasta orfana assieme a un fratellino dopo che un militare dal cuore duro ha sparato alla loro mamma perché apparentemente miagolava troppo. Quel fratellino, purtroppo, non ce l’ha fatta; lei, invece, è stata prima nutrita tramite latte in polvere e un contagocce, poi svezzata con carne in scatola. Successivamente, quando Miss Hap già camminava sulle sue zampe, ha lasciato il paese.

Ciò che non sapeva era che il Sergente Maggiore Martin Riley, anch’egli fotografo ufficiale, aveva immortalato lui e Miss Hap e che quella foto gli stava regalando una popolarità non indifferente.

Ma c’è altro da raccontare: il Marine Frank Praytor e Miss Hap si sono probabilmente salvati a vicenda. Infatti Praytor, prima di incontrare la gattina sulla sua strada, aveva inviato un suo scatto al periodico Popular Photography in occasione del contest annuale indetto dal giornale, senza sapere di star rischiando la reclusione poiché al tempo vigeva il divieto di diffondere fotografie riguardanti le azioni di combattimento.

Praytor ha poi vinto il concorso, ma c’è comunque stato chi lo avrebbe voluto tra le sbarre per la sua violazione. Lui, però, non ci è mai finito proprio grazie a Miss Hap: tra la sua vittoria e l’ormai famosa fotografia che lo ritrae era diventato una specie di celebrità, una figura in grado di fornire un’immagine positiva dei Marines.

La domanda che tutti, ora, si stanno facendo è sicuramente se il Marine Frank Praytor e Miss Hap hanno condiviso il resto della vita. La risposta è no, ma ugualmente Miss Hap è stata tutt’altro che lasciata a se stessa. Il suo umano è diventato il Caporale Conrad Fisher, mentre lei è stata “promossa” a mascotte della divisione responsabile della diffusione di informazioni, il Division PIO (Public Information Office).

Nel 2009 Praytor stesso ha dedicato un articolo a questa vicenda, pubblicato sul Graybeards, periodico ufficiale della Korean War Veteran’s Association. L’articolo integrale, in lingua inglese, è a questo link, a pagina 31. Forse leggerlo può essere un buon modo per ricordare l’anima gentile che era Praytor, in seguito alla sua recente dipartita.

In conclusione dell’articolo, riportiamo una delle ultime foto scattate a Frank Praytor. Ovviamente, in compagnia dei suoi gatti!

Frank Praytor gattina