Il patto del gatto e del Diavolo: la storia di un gatto protettore

Nell’arco della storia, il gatto, come è noto, ha ricoperto diversi ruoli. È passato dall’essere osannato come un dio nell’Antico Egitto all’essere considerato creatura di Satana nel Medioevo, in Europa. Noi, oggi, sappiamo che proprio un gatto è protagonista di una leggenda dolcissima, secondo cui i nostri soriani avrebbero ricevuto la loro “emme” sulla fronte nientemeno che dalla Vergine Maria, come premio per aver salvato il piccolo Gesù da Lucifero, intenzionato a morderlo in forma di serpente. E oggi, su questa falsariga, vi presentiamo un’altra bella sfida tra un felino e il Maligno: la storia si chiama Il patto del gatto e del Diavolo.

C’era una volta una donna che viveva con il suo bambino e il suo gatto, in una casetta in mezzo alla foresta.
Un giorno lei doveva uscire ed era molto preoccupata perché non voleva lasciare il suo bambino solo, ma non poteva portarlo con sé. Così guardò il suo gatto e gli disse:
“Gattino mio,per favore, veglia su mio figlio, cercherò di tornare il prima possibile.”
Gatto con bimbo neonato
Così uscì. Subito dopo apparve il Diavolo in casa; il gatto vedendolo saltò davanti alla culla del bambino senza intimidirsi. Perché è ben noto che i gatti sono gli unici animali che non hanno paura di questo essere così maligno.
“Cosa vuoi?”, chiese il gatto
“Vengo a prendere il bambino”, disse il Diavolo.
“Beh non puoi, mi prendo cura io del bambino”, replicò il gatto mentre si stava leccando una zampa.
“Animale insolente, tu non puoi fare nulla per evitarlo”, ribattè il Diavolo.
“Molto bene,” disse il gatto astutamente “ti propongo un accordo, se indovini il numero esatto dei peli che ho su tutto il corpo potrai prenderti il bambino. Se questo non accade tornerai da dove sei venuto e non tornerai mai più. Ti offrirò 3 opportunità per indovinare… Allora c’è un accordo?”
Il Diavolo non poteva rifiutare questo accordo, a lui piacciono le sfide. Così pensando che sarebbe stato facile accettò.
Gatto e bambino accoccolati
E con molta pazienza iniziò a contare i peli.
-Uno…. Due… Tre… – Ma a un certo punto un uccellino “cantò”, e così il Diavolo si distrasse. Arrabbiato ricominciò.
Cento… Duecento…. Trecento…
In quel momento il vento entrò dalla finestra e agitò i peli del gatto, facendo sì che il maligno perdesse ancora una volta il conto.
“Già 2 opportunità sfumate”, gli ricordò il gatto.
Nervoso il Diavolo ricomincio a contare promettendosi che niente lo avrebbe più distratto.
Un milione… Due milioni… Tre milioni…
Quindi il gatto mosse leggermente la coda strofinando il naso del Diavolo, e lui starnutì. E tutti i peli del gatto volarono da ogni parte.
“Hai perso la tua ultima possibilità. Adesso vattene e non tornare mai più.”
Il Diavolo era così furioso della sua perdita, che giurò che un giorno avrebbe saputo dire quanti peli aveva un gatto, così da poter tornare e finire il suo compito.
Così se ne andò.
Quando la donna tornò a casa, ignara dell’accaduto, abbracciò e baciò il bimbo. Poi si girò verso il gatto e facendogli delle carezze dietro l’orecchio lo ringraziò per l’ottimo lavoro svolto.
Ecco perché i gatti fino ad oggi lasciano sempre peli in giro. Perché in questo modo il Diavolo non compirà mai la sua vendetta. Non saprà mai quanti peli hanno in realtà!
Questa leggenda pare sia di origini spagnole, e ciò spiegherebbe perché in Italia non sia granché nota. Decisamente è il caso di porvi rimedio, visto il mix di scaltrezza e dolcezza che possiede.
Fonte foto 1: https://pxhere.com/
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