In Australia si pensa al coprifuoco per i gatti

Gli appassionati di gatti sanno bene che l’Australia era assurta alle cronache già diversi mesi fa, in tema di gestione dei nostri felini preferiti. Come questo articolo spiega nel dettaglio, diversi studi di esperti australiani puntano il dito contro i gatti, indicandoli come i principali colpevoli della caccia indiscriminata a danno di molteplici specie di uccelli e mammiferi in via d’estinzione. La soluzione? La soppressione tramite veleno di un alto numero di gatti randagi e selvatici. Ora, come se non bastasse, in Australia si pensa al coprifuoco per i gatti.

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Un gatto selvatico “catturato” da una telecamera di sorveglianza. Fonte: http://www.abc.net.au/

A quanto pare non basterebbe l’uccisione di circa 2 milioni di felini per arginare il problema dell’assottigliarsi di esemplari di specie a rischio, infatti. C’è da specificare che il piano di soppressione riguarda i gatti randagi, privi di segni di identificazione che li segnalino come “gatti di proprietà”, e che in tandem all’uso del veleno si era chiesto aiuto ai cittadini per compilare una sorta di anagrafe felina, proprio per evitare di colpire gli animali regolarmente ospitati dalle famiglie.

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Ma del resto, anche un gatto “di proprietà” può condurre una vita parzialmente outdoor e avventurarsi in passeggiate nel mondo esterno alla casa. Passeggiate durante cui potrebbe dare sfogo al suo naturale istinto predatorio. E allora, ecco la proposta: imporre ai gatti una vita completamente indoor, 24 ore su 24, perché non contribuiscano all’estinzione delle specie a rischio. In altre parole, in Australia si pensa al coprifuoco per i gatti registrati come “di proprietà”, un vero e proprio coprifuoco.

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Fonte: http://pm-blog.searchinteractions.com/

Una proposta certamente parecchio estremista, considerando quanto può essere difficile far cambiare stile di vita a un gatto. A guardare bene sembra che l’Australia, per far fronte al problema, non sappia che offrire soluzioni piuttosto radicali, e ben poco rispettose della natura felina. Non che un gatto, quando adeguatamente abituato, non sappia godersi al meglio le semplici mura di casa; e non solo, si potrebbe dire che offrono più sicurezza del mondo esterno.

È facile, insomma, sconfinare nel vecchio dibattito tra vita indoor e vita outdoor per i gatti. Il punto cruciale è invece, a parere nostro, il modo assolutamente semplicistico in cui l’Australia sta trattando la questione.