In memoria di Giorgio Celli, gattofilo e divulgatore scientifico

La divulgazione non è un mestiere per tutti. Serve non solo la giusta conoscenza, bensì anche la pazienza e la parlantina necessarie a trasmettere il sapere. L’etologo Giorgio Celli possedeva tutte queste qualità. Ha abbandonato questo mondo l’11 giugno 2011, all’età di 76 anni, dopo averci lasciato, per così dire, in eredità una più che ricca produzione letteraria. Nonostante questo, ad oggi non gli è riconosciuto a sufficienza il lavoro fatto in vita. E ora, a poca distanza dal nono anniversario della sua morte, GcomeGatto pubblica questo stesso articolo in memoria di Giorgio Celli.

In memoria di Giorgio Celli
Fonte: http://notiziefabbriani.blogspot.com/

Giorgio Celli non si limitava ad amare la sua professione e la scienza. Nutriva una vera e propria stima per gli abitanti a quattro zampe del pianeta, come dimostra questa sua citazione.

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Se il Paradiso esiste è giusto che sia popolato di animali. Ve lo immaginate un Eden senza il canto degli uccelli, il garrire delle rondini, il belare delle caprette e l’apparire del buffo e curioso musetto di un coniglio? Di sicuro nel mio Paradiso ideale non possono non echeggiare miagolii da ogni angolo. Il festoso abbaiare di cani che giocano finalmente sereni.

Non è un caso, che immaginasse il paradiso come regno libero in particolare delle nostre tigri domestiche. Proprio a loro ha dedicato più di una sua opera, saggi come “La vita segreta dei gatti”, “Il gatto di casa: etologia di un’amicizia” e “Sono un gatto anch’io”. E non solo, si è dilettato anche nell’arte del romanzo. La sua penna ha portato alla vita gialli come “Il gatto del ristorante cinese” e “Il Gatto del rettore. Delitto all’università”. I titoli che si potrebbero citare in realtà sono tanti, ben più di questi.

In memoria di Giorgio Celli
Fonte: https://www.petsblog.it/

In memoria di Giorgio Celli, in questa sede, vogliamo però concentrarci sul suo amore per i gatti. Al di là della sua ode letteraria, è possibile scovare in rete più di una sua citazione che testimonia questo affetto.

Questa, certamente, sopra tutte.

I gatti sono stati i miei maestri di etologia. Maestri senza parole ma con gesti trasparenti; ed io, a poco a poco, sono diventato un loro ammiratore e loro complice.

E infine, ci ha regalato anche una dissertazione su come le stesse caratteristiche e capacità del gatto abbiano contribuito a renderlo in un certo modo “sovrannaturale” agli occhi della gente del Medioevo.

[…] nel medioevo il gatto era considerato una creatura del demonio, e questa attribuzione malvagia dipendeva, io credo, da alcuni tratti del suo comportamento. Per esempio, il gatto è l’animale silenzioso per eccellenza, e quando se ne va, avete l’impressione che si dissolva: era lì, che faceva ron-ron, e puff… è sparito nell’aria. In realtà, il gatto va a caccia con il favore delle tenebre e, al contrario del cane, che è predone diurno, deve fare attenzione a non produrre il benché minimo rumore, che nel silenzio della notte si amplificherebbe mettendo il guardia la selvaggina. Per questo il gatto ha le unghie retrattili, che si nascondono nella pantofola dei piedini consentendogli una marcia senza echi, mentre il cane ha gli unghioni vistosamente esibiti, perché tanto, di giorno, un rumore vale l’altro.

Il punto di vista è chiaramente quello di un etologo, che in questo caso analizza la struttura fisica del gatto e del cane e la compara con il pensiero di un periodo storico specifico.

giorgio celli era un gattofilo
Fonte foto: https://wisesociety.it/

Senza dubbio, però, il modo migliore per agire in memoria di Giorgio Celli è mantenere viva la sua opera. Un’attività educativa, oltre che interessante e divertente.