La dolce leggenda della “emme” sulla fronte dei mici soriani

Sicuramente, a forza di farsi incantare dalla sua grazia e dalla sua bellezza, ogni umano che conviva con un gatto tigrato ha prima o poi notato uno strano disegno tra il pelo del micio: una sorta di “emme”, proprio come la lettera maiuscola “M”, sopra gli occhi. Non è un tratto presente in tutti i gatti, in quanto dipende dalla colorazione del manto e non si vedrà mai, quindi, in un gatto monocolore, ma è comunque in generale una vista abbastanza frequente.

emme in fronte gatto tigrato
Qui è visibile la forma della “m”: le aste laterali, due linee scure, si dipanano da sopra gli occhi e si uniscono poi sul centro della fronte

Quello che forse non tutti sanno, è che esiste una dolcissima leggenda che spiegherebbe come mai tanti mici presentino questa particolare decorazione nel loro pelo.

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La leggenda legata alla nascita di Gesù 

Si dice che la notte in cui è nato Gesù nella stalla con la Vergine Maria, Giuseppe e il neonato oltre agli animali che già conosciamo ci fosse anche una gattina grigia tigrata, gravida. Anch’essa incinta, avrebbe dato alla luce i suoi cuccioli anche lei nella notte della Natività. E a quanto pare quella gattina fece qualcosa di straordinario: dopo aver nutrito i suoi piccoli, averli messi al caldo e fatti addormentare andò anche lei a riscaldare Gesù.

La Vergine Maria, intenerita alla vista di quella nascita e ovviamente anche dal gesto della gatta, l’avrebbe accarezzata sulla fronte: lasciandole così il “marchio” della sua iniziale, una “emme” per l’appunto.

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Non esistono, per quanto ne sappiamo noi, prove di alcun tipo che diano credito a questa dolcissima leggenda, ma per come conosciamo gli animali potrebbe anche essere vero: quante volte li abbiamo visti preoccuparsi di cuccioli di altre specie, differenti dalla loro? Ne è un esempio, uno tra i tanti che magari conosciamo anche di prima mano, la storia di Sapphire e Zekey.

Insomma, nel dubbio… se il vostro micio sembra reclamare un posto nel presepe, non negateglielo! Dopotutto, potrebbe esserselo davvero guadagnato più di 2000 anni fa…

La leggenda legata a Maometto e Muezza

Pare che la Vergine Maria non sia stata l’unica a lasciarsi intenerire dai gatti. Secondo alcune leggende Maometto, il profeta della religione islamica, sarebbe stato un gattofilo sfegatato nonché il responsabile della simpatica “emme”.

Narra una vecchia storia di come un gatto abbia salvato Maometto dalla morte e lui, in cambio, gli abbia adornato la fronte. Un giorno il profeta era intento a pregare, ed era tanto immerso nella contemplazione che non si accorse di un serpente che, avvicinatosi di soppiatto, stava per morderlo: quel morso, a causa del veleno, sarebbe bastato a uccidere Maometto. Ma in suo salvataggio accorse dal nulla un gatto, che uccise il serpente salvandogli così la vita. Maometto per ringraziare il gatto lo accarezzò sulla fronte, lasciandogli con quel gesto sul manto le cinque strisce disposte in forma di “emme”.

Il legame tra gatti e serpenti non è certamente una novità, del resto. Come questo articolo spiega ampiamente, il dio egizio del sole Ra, portatore di luce dalla forma felina, combatteva ogni giorno Apep, il serpente maligno che striscia nelle tenebre.

Tuttavia, il legame tra i gatti e Maometto non si esaurisce qui. Di lui si dice che amasse tanto la sua gatta Muezza che quando questa si addormentò placidamente sulla veste di Maometto, egli, che doveva recarsi a pregare, pur di non disturbarla scelse di tagliare via il pezzo della veste su cui la gatta si era accomodata. Al ritorno di Maometto dalla Moschea, la gatta gli fece un inchino per ringraziarlo. E fu così che Maometto, commosso, decise così di elargire doni a lei e a tutti i gatti a venire: accarezzandola tre volte sul dorso le dipinse sul suo manto delle “righe”, segnando così l’origine dei mantelli tigrati. La stessa carezza donò inoltre ai gatti la capacità di atterrare sempre sulle zampe a qualsiasi altezza cadesse e, si dice, anche le famose sette vite di cui i mici godono.