L’Australia farà uccidere i gatti selvatici

Prima, c’era stato il rospo delle canne, introdotto nel Queensland per contrastare il coloettero, dannoso per le coltivazioni di canna da zucchero: la moltiplicazione degli esemplari sfuggì di mano e il governo australiano decise di assottigliarne i ranghi con la violenza. Poi fu la volta degli emù, massacrati con la colpa di danneggiare i campi di grano. Ora, lo stesso destino toccherà ai gatti selvatici, colpevoli di cacciare specie in via di estinzione e ridurne il numero complessivo.

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L’iniziativa è stata presentata allo zoo di Melbourne da Greg Hunt, il ministro federale australiano dell’ambiente. I metodi di eliminazione includeranno trappole, armi da fuoco e avvelenamento. Il piano di eliminazione dei gatti si accompagna ad altre quattro misure: la creazione di ampie aree recintate in cui i gatti superstiti possano muoversi liberamente, l’applicazione di interventi di emergenza per evitare l’estinzione di specie a rischio e la preparazione di aree protette per quelle stesse specie.

Gregory Andrews, il primo commissario per le specie a rischio di estinzione, ci ha tenuto a chiarire che le misure approvate sono motivate esclusivamente da una necessità impellente di proteggere l’ambiente: stando  a studi scientifici, i gatti selvatici minaccerebbero oltre 120 specie australiane. Circa 6,6 milioni di dollari saranno destinati a questa operazione, e i cittadini australiani sono invitati a contribuire, sia economicamente sia segnalando la presenza di gatti selvatici nella loro zona.

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Conosciamo la tendenza predatrice del gatto ed il modo in cui tende a cacciare per sport anche quando è già ben nutrito. Un gatto senza “padrone”, tuttavia, lo farà primariamente per nutrirsi. Non è del tutto impossibile, quindi, che se presente in grandi numeri il gatto selvatico contribuisca ad assottigliare i ranghi di determinate specie di piccola taglia. Il che, sia ben chiaro, non significa che approviamo questo progetto australiano! Ci sarebbe da chiedersi innanzitutto se il gatto selvatico sia stato introdotto a qualche scopo o se sia giunto sul continente autonomia, ma soprattutto perché il governo non sia intervenuto prima e possibilmente con misure non violente. Non ci vuole un genio per pensare alla sterilizzazione, se il problema è la riproduzione sfrenata di un animale, ad esempio. Inoltre, non è ben chiaro quali specie esattamente i gatti selvatici minaccerebbero.
Il minimo che possiamo fare è firmare questa petizione, sperando che serva a qualcosa.

A conti fatti, importa relativamente se la situazione dipinta dal governo australiano sia genuina. Ciò che fa accapponare la pelle è questa continua tendenza umana a distruggere invece di prevenire, uccidere anche quando potrebbero esistere alternative.