Morsi e graffi durante il gioco: perché il gatto si comporta così?

Il gattofilo esperto sa bene, che per i nostri mici, il gioco è una faccenda seria. Non è così facile essere dei compagni alla loro altezza in questo settore, e se il comportamento tenuto è scorretto non è così raro essere bersaglio di morsi e graffi durante il gioco. Probabilmente è capitato a molti di noi almeno una volta nella vita. Ciò che è meno chiaro ai più, sono le ragioni che si celano dietro questo comportamento.

Fonte: https://animals.onehowto.com/

La prima origine di questo comportamento va ricercata nell’infanzia di Micio. È mamma gatta, infatti, che insegna ai suoi piccoli come giocare con i fratellini senza cadere nell’aggressione. E una volta che il micetto ha imparato questo, lo mette in pratica anche con chi lo adotta e diventa suo genitore/fratello/sorella adottivo, si tratti di umani o altri animali da compagnia.

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Quando, però, manca questo tipo di “addestramento” non è strano che Micio non abbia ben chiaro quando è opportuno sfoderare le unghie e quando no. Quel che è peggio, in molti tendono ad assecondare la tentazione di usare le mani o i piedi come mezzi di gioco.

Fonte: http://www.thatpetblog.com/

Non c’è niente di più sbagliato che potremmo fare.

Come spiega la psicoetologa felina Ewa Princi nel suo articolo a riguardo, “Quando si gioca con il gatto con le mani, gli stiamo insegnando due cose: che il nostro corpo è una preda e che può mordere e graffiare tutto ciò che vuole”.

Il problema, nel tempo, non si limita al gioco. In questo modo, Micio impara che l’aggressività è un buon mezzo per interagire con noi. Pertanto arriva frequentemente a sottoporci ad agguati improvvisi e immotivati, anche nei momenti in cui ci stiamo occupando dei fatti nostri e non gli dedichiamo alcuna attenzione.

Cosa fare, invece, se il danno è già stato fatto ed ora dobbiamo sopportare morsi e graffi durante il gioco?

Si può tentare di correggere il suo comportamento principalmente in tre maniere:

  • facendo sì che l’ambiente in cui vive sia ricco di stimoli, di oggetti più interessanti dei nostri arti;
  • regalandogli parte del nostro tempo in forma di sessioni di gioco, possibilmente a orari regolari;
  • reagendo, se morde, con un “no” secco e attendendo con calma che ci rilasci. In questo modo emuliamo il comportamento di un fratellino, che protesta a gran voce quando gli viene fatto male accidentalmente durante il gioco.