Murati vivi e poi salvati sette gatti randagi: è successo a Rossano Calabro

La crudeltà umana, talvolta, non conosce limiti. E peggio ancora, di recente sembra essere diventata triste prassi risolvere ogni problema con la violenza. Il fatto di cronaca oggetto di questo articolo ne è ahimè un esempio: a Rossano Calabro, comune della regione Calabria in provincia di Cosenza, sono stati murati vivi e poi salvati sette gatti randagi.

Murati vivi e poi salvati sette gatti randagi
Fonte: www.ilsecoloxix.it

La vita del volontario animalista non è mai facile. Non sempre la legge è dalla parte di queste piccole vite, e chi sceglie di stare dalla parte di quattrozampe indifesi deve affrontare anche l’ostilità di chi vuole loro male… e per danneggiarli si spinge ad atti impensabili per chiunque abbia un minimo di cuore.

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A Rossano Calabro vivono sette mici, di cui si occupa Valeria Converso. Si tratta di due adulti e cinque cuccioli. In una specifica occasione, i sette gatti hanno scelto un giaciglio per la notte dove rifugiarsi per difendersi un minimo dal freddo, ovvero un’intercapedine. Proprio questo giaciglio ha rischiato di diventare la loro tomba: qualcuno, non ancora identificato, li ha murati vivi armato di cemento e mattoni.

Ecco la vicenda come la racconta Rinaldo Sidoli, portavoce di Alleanza Popolare Ecologista (Ape), come riportato dal sito “Ilsecoloxix.it”.

Il 19 novembre 2019 sette gatti sono stati murati vivi nel loro giaciglio notturno. Valeria, la nostra amica animalista che dedica il proprio tempo all’assistenza di questi randagi, ha sentito i loro lamenti e ha prontamente allertato i Vigili del Fuoco, che sfortunatamente non avrebbero avuto le autorizzazioni per rompere il cemento armato.

Responsabile dell’accaduto pare essere anche l’amministratore, che sembra abbia dato l’autorizzazione a chiudere l’intercapedine “incriminata”.

Fonte: www.ilsecoloxix.it

Come recita il titolo dell’articolo, però, sono stati murati vivi e poi salvati sette gatti randagi. A muoversi in loro soccorso è stata proprio la signora Valeria.

La signora, insieme alla madre, ha abbattuto il muro liberando gli animali imprigionati.

Ad oggi, non solo non si è ancora scoperta l’identità del responsabile. Non sono neppure pervenute scuse, e anzi, come racconta Rinaldo Sidoli “è stato affisso un avviso di diffida contro chi favorisce la presenza di animali”.

L’importante, certo, è che questi mici stiano bene. A nostro parere, purtroppo, sono ancora in pericolo e in balia di un pericoloso psicopatico.