Praticata l’eutanasia al gatto per errore: è successo in Texas, in America

“Errare humanum est, perseverare autem diabolicum”, proclamavano i latini. E lo facciamo anche noi oggi, a volte, semplicemente in italiano corrente, con il proverbio “Errare è umano, ma perseverare è diabolico”. Come a dire, tra le righe, che spesso un errore si può perdonare. Ciò non vale per tutti gli errori, tuttavia. Ci vuole coraggio a non provare rancore quando viene praticata l’eutanasia al gatto per errore. Eppure una donna a cui è accaduto ci è riuscita.

Praticata l'eutanasia per errore
Fonte: https://www.lastampa.it/

Questa miciona, vittima di questa tragica disattenzione, si chiamava Sophie e aveva appena trovato la sua casa per sempre in Texas, negli Stati Uniti. Michelle Olson e suo marito l’avevano adottata da poco, e come ogni “mamma e papà felino” si erano premurati di portarla a una visita di controllo per assicurarsi che la salute di Sophie fosse in buono stato.

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Durante la visita, hanno deciso di farla vaccinare contro la rabbia. Ed è in questo momento che si è consumata la tragedia.

Con l’occasione, infatti, a Sophie è stata praticata l’eutanasia per errore. E persino il veterinario se n’è accorto troppo tardi.

Per favore, riportate Sophie immediatamente qui, le abbiamo dato il farmaco per l’eutanasia invece di un vaccino contro la rabbia.

È stato con queste terribili parole, riportate da “LaStampa.it”, che Michelle e suo marito hanno scoperto cosa fosse accaduto. La corsa verso la salvezza è stata inutile, e Michelle ha presto compreso che quelli erano i suoi ultimi attimi con Sophie.

L’ho immediatamente tolta dal suo trasportino e l’ho presa in braccio, le ho parlato perché sapevo che sarebbe le ultime parole che avrebbe sentito. Sapevo che non sarebbe sopravvissuta, lo sapevo. Stava praticamente morendo tra le mie braccia.

Una fine orrenda, che rimarrà negli incubi di chi amato Sophie per molto, molto tempo. Eppure, incredibilmente, non prova rancore verso i responsabili.

La mia principale preoccupazione non è di denunciarli, ma voglio solo rendere il pubblico consapevole di queste problematiche, perché siano vigili, anche domande che normalmente non si pensa di fare al proprio veterinario in modo che ciò non accada a nessun altro.

Voi ne sareste in grado? Come vi comportereste?