Quattro leggende sul gatto Siamese

Vi abbiamo già raccontato la bellissima leggenda legata ai gatti Birmani, la trovate cliccando qui. Ma c’è un’altra razza legata a numerosissime leggende, quella del gatto Siamese.

Si dice che i gatti Siamesi fossero un regalo per il re dell’antico Siam (attuale Thailandia) – da cui il nome Siamesi – e che fossero esemplari molto difficili da trovare. Si dice che il Re fosse rimasto così colpito dalla bellezza dei due esemplari regalatigli, che nominò il Siamese gatto reale, trasformandolo in un animale sacro e rispettato da tutti. Chiunque ne rapisse uno o tentava di fargli del male veniva punito con la morte.

Esistono leggende molto affascinanti legate a questa razza, qui di seguito ne riportiamo quattro.

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1 – Il Re del Siam viveva in un maestoso palazzo con un parco immenso in cui era stata costruita una piscina. Tale piscina comunicava, tramite uno stretto cunicolo, con un fiume popolato da coccodrilli. Il Re aveva una figlia e.. tantissimi gatti siamesi, che accoglieva volentieri nel suo palazzo. Un giorno, dovendo partire per un importante affare, chiamò a raccolta tutti i suoi gatti e gli raccomandò di vegliare sulla figlia mentre lui era via. Proprio quel giorno, a causa del caldo afoso, la principessa decise di fare un bagno in piscina e sarebbe stata vittima di una terribile sorte, se i gatti non fossero stati lì a fare la guardia. Un coccodrillo, infatti, passando per lo stretto cunicolo che collegava il fiume alla piscina, stava per fare della principessa un sol boccone.
I gatti, che erano sul bordo della piscina a fare la guardia, immersero le loro code nell’acqua e iniziarono ad agitarle vorticosamente distraendo, così, il coccodrillo e dando il tempo alla principessa di mettersi in salvo. Nel frattempo, però, il coccodrillo era riuscito a mozzargli le cose con un morso.
Ed è per questo che, secondo questa leggenda, esistono due famiglie di siamesi: quelli con la coda lunga e quelli con la coda mozzata.

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2 – Questa leggenda, invece, ha a che fare con una zuppa scomparsa. Due Siamesi, un maschio e una femmina, erano stati incaricati di trovarla. Una volta che la zuppa fu ritrovata, la femmina si fermò a fare la guardia, mentre il maschio andò ad avvisare dell’accaduto. Si dice che la femmina fosse così preoccupata di perderla di nuovo che mise la coda nella tazza con la zuppa e non distoglieva gli occhi di lì nemmeno per un momento. Ed è per questo che questi gatti sono strabici e con la coda ritorta.

3 – Si dice che i Siamesi fossero i custodi delle anime dei defunti. Per questo motivo, venivano messi nella tomba con il caro dipartito. La tomba era dotata di cunicoli ed orifizi per permettere ai mici di uscirne indenni. Se, dopo un paio di giorni, il gatto riusciva ad uscire dalla tomba, significava che l’anima del defunto si era trasferita nel suo corpo  per continuare a vivere sotto altra forma.

4 – Questa leggenda spiega il perchè alcuni Siamesi abbiano una colorazione più scura sulla nuca. Si crede, infatti, che nemmeno Dio riesca a resistere alla bellezza di questi felini e che quindi, di tanto in tanto, scenda sulla terra e li afferri sulla collottola per coccolarli. Se avete un Siamese con una macchia più scura sul collo, significa che Dio è venuto ad ammirarlo molto da vicino!